Bad Company
(g.d.c.)
Bad Co.
Casa discografica: Island
Anno: 1974
Giudizio: 
Raccolta: No
Quando Paul Rodgers e Simon Kirke, rispettivamente cantante e batterista dei disciolti Free e il chitarrista Mick Ralphs (ex Mott The Hoople) decidono di unire le forze, la critica inglese già parla di supergruppo. Si aggiunge il bassista Raymond Burrell, con un passato nei King Crimson e l'attesa per il loro debutto diventa spasmodica. Il nome viene rubato ad un film western del 1972 con Jeff Bridges e quando si interessa a loro Peter Grant, manager dei Led Zeppelin, che gli offre un contratto con la sua Swan Song (ma solo per l'America), sono in molti a vedere in questo episodio, un passaggio di consegne tra i vecchi e i nuovi paladini del rock duro britannico. In effetti l'esordio è un concentrato di hard rock, basato sui riff cromati di Ralphs e sulla voce magnetica di Rodgers, capace di dire no a Ritchie Blackmore, che lo voleva nella nuova edizione dei suoi Deep Purple, post Ian Gillan. Can't Get Enough, Bad Company, Don't Let me Down con il sax di Mel Collins a farla da padrone e soprattutto Ready For Love, sono i brani guida di un disco quasi perfetto, che trionfa da entrambe le parti dell'oceano.
Straight Shooter
Casa discografica: Island
Anno: 1975
Giudizio: 
Raccolta: No
Anticipato dal singolo Good Lovin' Gone Bad, è un lavoro che mantiene lo stile energico e melodico e che punta tutto sulla voce emozionante dell'ex Free. Grazie ad hard rock vibranti come Feel Like Makin' Love e ballate intense quali Anna e Weep On More, il disco raccoglie notevoli consensi, anche di critica.
Run With The Pack
Casa discografica: Island
Anno: 1976
Giudizio: 
Raccolta: No
Aperto dall'inno I Live For The Music, autentico manifesto per chi ama il rock classico nonostante il punk e la new wave incombenti, Run With The Pack, rimane per molti il miglior disco del gruppo. Maturo dal punto di vista della scrittura, quasi interamente affidata a Rodgers e Ralphs e coerente nel suo girovagare tra hard rock e blues, è un album che non scade mai di tono e punta tutto sulla qualità delle canzoni. Coraggiosamente il gruppo continua a non affidarsi a produttori esterni.
Burnin' Sky
Casa discografica: Island
Anno: 1977
Giudizio: 
Raccolta: No
Registrato comodamente in Francia, è un disco bello, ma pacato, che dopo l'apertura della title track, offre subito il meglio con la ballata Morning Sun, costruita su una successione di accordi catalizzante. La seconda facciata si apre con un trittico notevole per sintesi e bellezza, tre brani in otto minuti, non una sola nota sprecata. In chiusura la lunga Master Of Ceremony dedicata all'interesse per le culture orientali che aveva coinvolto il gruppo.
24.000 dischi
a cura di Riccardo Bertoncelli
Gli ultimi cinquant’anni di musica raccontati attraverso i dischi, le canzoni, le storie semplici e straordinarie che rendono unici migliaia di album.








