Blondie
(p.m.)
Blondie
Casa discografica: Private Stock
Anno: 1977
Giudizio: 
Raccolta: No
Nel 1974 il chitarrista Chris Stein forma una band con la ex coniglietta di Playboy e cameriera Deborah Harry (Miami, 1945) e Fred Smith, che dopo poco li abbandona per i Television. Nel 1975 si uniscono a loro il batterista Clem Burke, il tastierista Jimmy Destri, e il bassista Gary Valentine. Il gruppo si fa le ossa in locali di New York diventati leggendari per il punk e la new wave: il CBGB's, e il Max's Kansas City. Quando nel 1977 pubblicano il primo album hanno già un seguito, cui propongono un pop rock che guarda ai Sessanta e contrasta con la cupezza e il furore ostentati dalle band che condividono quella particolare scena.
Plastic Letters
Casa discografica: Chrysalis
Anno: 1977
Giudizio: 
Raccolta: No
Valentine lascia, ma arrivano Frank Infante (chitarra) e Nigel Harrison (basso). Il singolo Denis Denis diventa il primo hit del sestetto -- in Gran Bretagna, paese che li ama e li adotta per primo. Il disco tuttavia sembra inciso in fretta, per la paura di non capitalizzare in un momento così favorevole per le nuove band di New York.
Parallel Lines
Casa discografica: Chrysalis
Anno: 1978
Giudizio: 
Raccolta: No
Grazie al lavoro del produttore Mike Chapman, la formula è trovata con Heart Of Glass, n.1 in Usa. La critica, stanca del punk, li adora per l'equilibrio tra pop, disco e new wave.
Eat To The Beat
Casa discografica: Chrysalis
Anno: 1979
Giudizio: 
Raccolta: No
Sempre la stessa zuppa, ma al massimo dei livelli: Dreaming, Atomic, Union City Blue sono il punto di incontro tra rock, pop, disco, su cui la sapiente, disincantata vocalità della Harry esercita il proprio non indifferente potenziale seduttivo. Il momento d'oro si prolunga qualche mese dopo con Call Me, dal film American Gigolò.
Blondie - leggi anche…
24.000 dischi
a cura di Riccardo Bertoncelli
Gli ultimi cinquant’anni di musica raccontati attraverso i dischi, le canzoni, le storie semplici e straordinarie che rendono unici migliaia di album.








