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21:08 - martedì 16 marzo 2010


Bob Dylan

(g.s.)

Bob Dylan

Casa discografica: Columbia

Anno: 1962

Giudizio: 3

Raccolta: No

"La Columbia è orgogliosa di presentare un nuovo importante personaggio nella folk music americana", recitano le note di copertina, ma il contratto offerto a Dylan fa scalpore nella piccola cerchia di artisti del Greenwich Village. cosa avranno visto Robert Shelton, critico musicale del New York Times, e John Hammond, il mitico presidente della Columbia, in quel ragazzino dalla faccia paffuta? Una grande fiducia nei propri mezzi e una conoscenza insospettabile del patrimonio tradizionale americano. Nulla -- neppure i due brani scritti da lui: Song To Woody e Talkin' New York -- lascia comunque prevedere quello che accadrà di lì a poco.

The Freewheelin' Bob Dylan

Casa discografica: Columbia

Anno: 1963

Giudizio: 4

Raccolta: No

Facendo propria la lezione di Woody Guthrie, Dylan canta dei temi che inquietano i giovani di tutto il mondo: la guerra, il razzismo, la violenza, i diritti civili. Utilizza immagini tratte dalla Bibbia, da Shakespeare, da Rimbaud e musiche della tradizione anglosassone e afroamericana per creare un nuovo linguaggio. Nelle sue parole si riconoscono subito i democratici, i pacifisti e gli antimilitaristi. Dopo questo disco e dopo capolavori come Blowin' In The Wind, Masters Of War e A Hard Rain's A-Gonna Fall, molti giovani folksinger prendono a modello il suo modo di scrivere e di cantare.

The Times They Are A-Changin'

Casa discografica: Columbia

Anno: 1964

Giudizio: 4

Raccolta: No

Nell'America ferita dall'assassinio del Presidente John Kennedy, Dylan dice che "i tempi stanno cambiando". Questo è il suo secondo disco "politico" e contiene un capolavoro assoluto come The Lonesome Death Of Hattie Carroll, sferzante e durissima nei confronti dei razzisti. Tra gli altri brani citiamo almeno With God On Our Side, When The Ship Comes In e Boots Of Spanish Leather.

Another Side Of Bob Dylan

Casa discografica: Columbia

Anno: 1964

Giudizio: 4

Raccolta: No

L'altro lato del titolo è quello dell'introspezione. Anticipando quella che sarà la svolta più importante della sua vicenda artistica -- il passaggio al rock -- Dylan abbandona i temi sociali per affrontare il privato. Le canzoni più esplicite in questo senso sono la prima e l'ultima, All I Really Want To Do e It Ain't Me Babe, che molti interpretano come una sorta di dichiarazione di intenti, ma altrettanto efficaci sono To Ramona e Ballad In Plain D, senza dimenticare Chimes Of Freedom e Motorpsycho Nitemare.



24000 dischi

24.000 dischi

a cura di Riccardo Bertoncelli

Gli ultimi cinquant’anni di musica raccontati attraverso i dischi, le canzoni, le storie semplici e straordinarie che rendono unici migliaia di album.




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