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01:30 - venerdì 03 settembre 2010


Carmen Consoli

(p.m.)

Due parole

Casa discografica: Polydor/Cyclope Records

Anno: 1996

Giudizio: 2

Raccolta: No

Nata a Catania nel 1974. Scoperta da Francesco Virlinzi, produttore e titolare della Cyclope Records, si presenta al Festival di Sanremo del '96 cantando Amore di plastica, scritta col concittadino Mario Venuti. Il suo disco di debutto le appartiene forse solo a metà: si intuisce il talento, ma è ancora incerta sulla strada da prendere. Sicchè, non ne prende nessuna.

Confusa e felice

Casa discografica: Polydor

Anno: 1997

Giudizio: 4

Raccolta: No

Ancora a Sanremo, ma con ben altra carica. Confusa e felice è quanto di più simile a ciò che in America va cantando Alanis Morissette: il graffio di una giovane donna cui il mondo va piuttosto stretto. Colpiscono la voce (un curioso cantilenare forse imparentato con Dolores O'Riordan dei Cranberries), la convivenza tra passione rock ed eleganza, i testi personalissimi. Nel complesso, un disco di rock italiano come non se ne sentivano da tempo.

Mediamente isterica

Casa discografica: Polydor

Anno: 1998

Giudizio: 3

Raccolta: No

Dopo un anno passato in mezzo al consenso, difficile ripetersi, specie se si sta tentando di crescere. Al momento dell'uscita il disco lascia perplessi (e Besame Giuda non è un gran singolo), ma col tempo si coglie il lavoro sulla musica e lo sforzo di mantenere la propria carica comunicativa in Quattordici luglio, In funzione di nessuna logica e L'ultima preghiera.

Stato di necessità

Casa discografica: Polydor

Anno: 2000

Giudizio: 4

Raccolta: No

Di nuovo a Sanremo con la autobiografica In bianco e nero, in cui affina le proprie caratteristiche di autrice e, come ama definirsi, "cantantessa". Non solo rock, ma anche leggiadre incursioni nel soul, nel jazz, nella musica latina, e nella tradizione italiana. Al suo meglio, mette d'accordo chi la vuole poetessa e chi la vuole al Festivalbar sfoderando la languida, deliziosa Parole di burro. L'ultimo bacio è invece un do ut des con il regista Muccino, che le concede una particina nell'enorme successo cinematografico che porta il nome della canzone.



24000 dischi

24.000 dischi

a cura di Riccardo Bertoncelli

Gli ultimi cinquant’anni di musica raccontati attraverso i dischi, le canzoni, le storie semplici e straordinarie che rendono unici migliaia di album.




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