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01:28 - venerdì 03 settembre 2010


Elvis Costello

(a.m.)

My Aim Is True

Casa discografica: Stiff

Anno: 1977

Giudizio: 4

Raccolta: No

Occhialoni alla Buddy Holly, look ostentatamente fuori moda e un nome d'arte che ammicca al re del rock and roll, Costello è un "giovane arrabbiato" dalla lingua lunga e velenosa, come esige lo spirito dei tempi, ma in epoca di barricate e assalti punk all'arma bianca inalbera, controcorrente, la bandiera del cantautore: capace sì di unghiate graffianti (l'offensiva antifascista di Less Than Zero) ma anche di squisitezze melodiche ignote ai suoi coetanei (Alison, pietra di paragone per tutta la sua produzione successiva). La ristampa più recente di questo e di molti dischi successivi (Demon/Edsel in Gran Bretagna, Rhino negli Usa) aggiunge al programma originale un secondo CD di demo, alternate take, brani dal vivo e rarità del periodo (tra i bonus, in questo caso, figura anche una cover di I Just Don't Know What To Do With Myself di Burt Bacharach), scrupolosamente annotati nelle note di copertina redatte ex novo dallo stesso musicista.

This Year's Model

Casa discografica: Radar

Anno: 1978

Giudizio: 5

Raccolta: No

Rimpiazzati con il dinamico trio degli Attractions i session men americani Clovers (da cui nasceranno i News di Huey Lewis), il songwriter londinese sbaraglia la concorrenza con un album che mantiene le promesse del titolo, cavalcando la "nuova onda" della musica inglese a dispetto dei numerosi vezzi retrò (gli omaggi al beat di Stones, Kinks e Small Faces, il Farfisa sibilante di Steve Nieve, il suono secco e nervoso in stile pub rock orchestrato dal produttore Nick Lowe). Costello sciorina con voce adenoidale testi logorroici come pochi avevano osato dopo Dylan (I Don't Want To Go To Chelsea), pompa adrenalina e cattiveria in Pump It Up e nella convulsa Lipstick Vogue, mostra la stoffa del melodista di razza in Little Triggers e non dimentica la polemica politica (Night Rally, assente dall'edizione americana pubblicata dalla Columbia).

Armed Forces

Casa discografica: Radar

Anno: 1979

Giudizio: 4

Raccolta: No

Elvis è ormai un nome che conta sulla scena britannica ma comincia a pagarne le conseguenze. Il nuovo album è una tranche de vie scritta e realizzata tra un tour e l'altro, a malapena velata dal desiderio (confessato) di emulare il pop melodico e "commerciale" degli Abba. Stress ed eccessi della vita on the road sfociano in un disco ansiogeno e un po' frettoloso, vivace e con qualche riempitivo. Accidents Will Happen e Oliver's Army, però, basterebbero da sole a portare in attivo il bilancio: la seconda soprattutto, che impiega un irresistibile ed orecchiabile ritornello per parlare di un argomento serissimo (l'arruolamento "forzato" dei giovani sottoproletari disoccupati nell'esercito di occupazione in Irlanda).

Get Happy!!

Casa discografica: F-Beat

Anno: 1980

Giudizio: 4

Raccolta: No

Desideroso di lasciarsi alle spalle lo stile new wave del disco precedente, Costello confeziona il suo primo "concept" musicale, cucendo per le sue canzoni abiti soul, di marca Stax, Hi e Motown. Venti pezzi in scaletta (un'enormità, in epoca di vinile), due cover (Sam & Dave e Merseybeats), citazioni sfacciate (Temptation ricalca la Time Is Tight di Booker T & The MG's), il disco fila liscio e compatto con una sequenza di pop/r&b succinti e senza fronzoli intervallati da ballate di gran classe (King Horse, Possession, Riot Act).



24000 dischi

24.000 dischi

a cura di Riccardo Bertoncelli

Gli ultimi cinquant’anni di musica raccontati attraverso i dischi, le canzoni, le storie semplici e straordinarie che rendono unici migliaia di album.




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