Interpol
(t.i.)
Turn On The Bright Lights
Casa discografica: Virgin
Anno: 2002
Giudizio: 
Raccolta: No
Gli Interpol sono sintomi della nuova New York alla maniera degli Strokes ma con una differenza: cuore e anima bruciano più per la prima new wave inglese, date per scontate le memorie velvetiane e "televisive" (Obstacle 1). Spesso, in questo album, si incrocia lo spettro dei Joy Division, con una batteria stile metronomo, il basso meccanico e tagliente e il baritono lapidario di Paul Banks, emulo di Ian Curtis; talvolta fanno capolino i Wire e in Say Hello To The Angels gli Smiths. Vi sono anche squarci di bellezza autentica tra la coda di PDA, altrove immersa in fantasmi proto-dark, e l'elegiaca NYC, etereo omaggio alla città madre in un'intermittenza di luci e oscurità.
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24.000 dischi
a cura di Riccardo Bertoncelli
Gli ultimi cinquant’anni di musica raccontati attraverso i dischi, le canzoni, le storie semplici e straordinarie che rendono unici migliaia di album.








