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01:06 - venerdì 03 settembre 2010


Siouxsie And The Banshees

(t.i.)

The Scream

Casa discografica: Polydor

Anno: 1978

Giudizio: 5

Raccolta: No

Siouxsie Sioux, nata Susan Janet Ballion, fa parte del Bromley Contingent, il nucleo apostolico di fan dei Sex Pistols, prima di mettersi alla guida del suo gruppo musicale, i Banshees. Al concerto improvvisato nel '76 al 100 Club di Londra in formazione ci sono Marco Pirroni (poi chitarrista di Adam And The Ants) e Sid Vicious (alla batteria), oltre al basso fedelissimo di Steve Severin. Un vernissage di metallo, nicotina e seta, con una chitarra serrata (John Mc Kay), una batteria quasi scultorea (Kenny Morris) e l'efficace produzione di Steve Lillywhite, è invece The Scream, soprattutto per il (post) punk plastico virato blu notte di Mirage, Jigsaw Feeling, Carcass e del remake della beatlesiana Helter Skelter. Siouxsie -- una Patti Smith più donna fatale o una Nico meno distante -- colora la musica di tinte nerognole e velate, con la sua attitudine che ne fa la vera signora dark della new wave inglese.

Join Hands

Casa discografica: Polydor

Anno: 1979

Giudizio: 3

Raccolta: No

Molto del valore dei Banshees sta nella presenza iconica della leader. Lontano il punk, è il turno di brani eminentemente dark (Placebo Effect), dalle sonorità curiose (Mother), o testati già in concerto come la lunga ode romantica The Lords Prayer. McKay oltre che chitarra è il sassofono di Regal Zone e Playground Twist. Lui e Morris lasciano nel bel mezzo di un tour. A sostituirli sono Robert Smith dei Cure e Budgie (batteria, sposerà anni dopo Siouxsie).

Kaleidoscope

Casa discografica: Polydor

Anno: 1980

Giudizio: 4

Raccolta: No

Quando il rock gotico dei Banshees si impregna ancora di più di psichedelia. Proprio come un caleidoscopio, è un insieme di cose varie e mutevoli, costruite attorno a un click (Red Light) o agli arrangiamenti eccentrici del pop più bizzarro dei profondi anni '80 (Happy House e Christine). In Israel, Siouxsie e i suoi dimostrano di sapersi volgere a limbi extraeuropei per emozioni ancora più raffinate (lo avevano fatto con Hong Kong Garden, lo ri"faranno con Arabian Nights). Mancando un chitarrista fisso, si alternano Jon McGeogh e Steve Jones.

Juju

Casa discografica: Polydor

Anno: 1981

Giudizio: 4

Raccolta: No

La carta in più è McGeogh a tempo pieno. Dei Banshees maturi fanno un disco personale, ancora pieno di fregi psichedelici e composizioni stilizzate. La vetta è nel sortilegio di Spellbound e nel protrarsi del fascino verso il Medio Oriente, in Arabian Nights.


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