Stereophonics
(n.n.)
Word Gets Around
Casa discografica: V2
Anno: 1997
Giudizio: 
Raccolta: No
Kelly Jones (voce, chitarra), Richard Jones (basso) e Stuart Cable (batteria) sono tre ragazzi gallesi appassionati di rock classico che fin dall'inizio dei 90 si muovono attivamente nel circuito minore. Richard Branson li nota poco dopo aver fondato la sua V2 Records e con buon fiuto li ingaggia. Gli Sterophonics lo ripagano con alcuni buoni singoli (Local Boy In The Phonograph, A Thousand Trees, Traffic) e poi con quest'album, dove mostrano un'acerba vena comunque piacevole e interessanti richiami al pub rock anni '70.
Performance And Cocktails
Casa discografica: V2
Anno: 1999
Giudizio: 
Raccolta: No
È il disco della svolta. Gli Stereophonics diventano gli idoli di un certo pubblico giovane (e non solo) che ama mantenere le sue radici classic rock senza onorare troppo la modernità. Just Looking e The Bartender And The Thief sono i singoli di lancio di un album che vende oltre un milione di copie. Colpisce soprattutto la scura voce di Jones, che richiama gli Eric Burdon, gli Steve Winwood, i Rod Stewart di una lontana generazione. Brani tutti originali, anche se nelle produzioni collaterali il trio si diverte a sguazzare nelle cover (Dylan, Who, Kinks, il Randy Newman di Mama Told Me Not To Come).
Just Enough Education To Perform
Casa discografica: V2
Anno: 2001
Giudizio: 
Raccolta: No
Kelly Jones è ormai un idolo e la sua banda vola alta nelle charts ma non ha perso il gusto per un pop rock semplice e schietto, con inflessioni dylaniane (Step On My Old Sizes Nines), ricordi di beat (Have A Nice Day) e intense delicatezze West Coast (Watch Them Fly Sundays). Anche un po' di veleno in Mr. Writer, un inno anti-giornalisti scelto come singolo di lancio.
You Gotta Go There
Casa discografica: V2
Anno: 2003
Giudizio: 
Raccolta: No
Belle canzoni attraenti, di taglio classico, con la voce cartavetro del leader e una banda che gli va dietro con semplicità, in un vento di chitarre e tastiere vintage. Fossero usciti venti anni fa brani come Jealousy, Maybe Tomorrow o I Miss You avrebbero fatto strage, con l'infallibile alternanza di ballads e tempi veloci; ma anche oggi fanno la loro figura.
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24.000 dischi
a cura di Riccardo Bertoncelli
Gli ultimi cinquant’anni di musica raccontati attraverso i dischi, le canzoni, le storie semplici e straordinarie che rendono unici migliaia di album.








