Xtc
(c.r.)
The Big Express
Casa discografica: Virgin
Anno: 1984
Giudizio: 
Raccolta: No
Sempre in formazione a tre (con qualche minimo aiuto esterno, per esempio il violino di Stuart Gordon), gli XTC recuperano subito la miglior ispirazione con altri quadri di working class inglese e vita suburbana: Wake Up, la coinvolgente All You Pretty Girls, Seagulls Screaming, The Everyday Story Of Smalltown, Bought Myself A Liarbird, e soprattutto lo splendido slow reggae This World Over, dai toni romanticamente apocalittici.
DUKES OF STRATOSPHEAR: 25 O'Clock
Casa discografica: Virgin
Anno: 1985
Giudizio: 
Raccolta: No
mini
I tre XTC in incognito, anche se la sorpresa resiste poco. Uno dei più straordinari manifesti del revival psichedelico degli anni '80: un disco splendido per ispirazione ed effetto, scritto nel 1985 ma pensato nel 1967, pieno di strizzate d'occhio ai grandi capolavori di quei tempi, parodistico ma con il massimo del rispetto. Ci sono echi di acid rock americano, psycopop inglese, flower power, Electric Prunes, Pink Floyd, distorsioni, nastri suonati al contrario, suoni & visioni, colori sgargianti e tutto il resto, ma proprio tutto. Sei brani soltanto ma straordinari, con geniali aperture melodiche: più che uno stravagante capriccio neopsichedelico, è un arguto omaggio a un'epoca.
Skylarking
Casa discografica: Virgin
Anno: 1986
Giudizio: 
Raccolta: No
La combinazione tra l'abile artigianato pop di Partridge e Moulding, e l'esperienza di un riconosciuto mago del pop come Todd Rundgren (produttore), consegna alla cronaca un altro trascurato capolavoro. Un bel disco concept sui rapporti di coppia (The Meeting Place), sul diventare adulti (Earn Enough For Us), sull'amore adoescente (Grass), sul matrimonio (Big Day), anche sulla religione (Dear God, aggiunta nell'edizione CD).
DUKES OF STRATOSPHEAR: Psonic Psunspot
Casa discografica: Virgin
Anno: 1987
Giudizio: 
Raccolta: No
Secondo e purtroppo ultimo atto della breve storia psichedelica dei Dukes: questo è un disco a lunga durata, e se non si può più giocare sulla sorpresa si mantiene intatto lo spirito visionario. Il risultato è solo un po' meno fulminante, più stemperato attraverso altri deliziosi quadretti di nostalgia psichedelica (con una breve ma splendida divagazione sui temi di Good Vibrations, che chiude il disco), in cui si nota maggiormente lo stile XTC (You're A Good Man Albert Brown).
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24.000 dischi
a cura di Riccardo Bertoncelli
Gli ultimi cinquant’anni di musica raccontati attraverso i dischi, le canzoni, le storie semplici e straordinarie che rendono unici migliaia di album.








