Brotherhood Collector's Edition

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12:30 - venerd́ 06 febbraio 2009


Recensione Brotherhood Collector's Edition

New Order

Voto: 6

Casa discografica: Rhino

Anno: 2008

Quando i Joy Division nel 1980 si sciolsero, per via della morte di Ian Curtis, pochi avrebbero scommesso sulla nuova carriera di Bernard Sumner e compagni. Sembrava una storia già vista, tipo i Doors senza Jim Morrison; invece andò in maniera completamente diversa, con il tradimento delle idee originali (o il loro annacquamento, fate voi), ma un grande successo di pubblico e un'influenza sulla scena che ancora oggi dura - fra i maestri del techno sound anni 80 è solo giusto annoverare i New Order e la loro idea di "ritmo, estetica, arte e senso dell'umorismo".

La Rhino sta ristampando gli album più classici, quelli su etichetta Factory, con l'aggiunta di bonus peraltro non fondamentali: pezzi sparsi, remix, gingilli per buona parte già editi. Qui ce ne sono otto, oltre ai 10 originali di un album che è sempre stato controverso, sospeso per aria, a metà fra due periodi. Non sono più i Joy Division timidi ma folgoranti degli inizi, quelli per intenderci di Power Corruption And Lies, e neanche quelli acid Madchester che tanto successo riscuoteranno con Technique. In mezzo al guado, 1985, reduci da un album commerciale come Low-Life, mettono tanta carne al fuoco poppeggiando un po' insensatamente, onorando l'implacabile suono delle macchine e i loro eroi Kraftwerk ma scivolando a tratti in ricordi che li portano verso il primo Lou Reed (la canzone più bella, Every Little Counts) e più indietro ancora, a innocenti sciocchezze anni Sessanta.

Un brano soprattutto avrà fortuna, Bizarre Love Triangle, unico singolo dell'album e pezzo scelto in più di una colonna sonora. Curiosa invece la storia di Angel Dust, vorticoso thump thump costruito intorno al campionamento di un cantante libanese, Dunya Yusin, che già aveva ispirato Brian Eno e David Byrne per due brani di My Life In The Bush Of Ghosts. Un riferimento casuale, o forse proprio no, visto che la misteriosa grafica di copertina (la foto di una lamina in lega zinco-titanio) è opera di Peter Saville, il medesimo artista che aveva illustrato il "bosco degli spiriti".

Riccardo Bertoncelli

(11:53 - 06 feb 2009)


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