Recensione Working On A Dream
Bruce Springsteen
Voto: 
Voto utenti: 
Casa discografica: Columbia
Anno: 2008
Dal dizionario 24.000 dischi
Bruce Springsteen
TUTTA LA DISCOGRAFIA DI BRUCE SPRINGSTEEN
ASCOLTA L'INTERO DISCO IN STREAMING
Io lo so che tutti da Springsteen si aspettavano un disco cupo, tormentato, colonna sonora di questi tempi difficili e della società americana che si disfa. Lo so che erano già pronti commenti e celebrazioni per Bruce Obama e "the ghost of George Bush". Invece no, il Boss gioca a stupire e offre un disco facile, disinvolto, diciamo pure commerciale; per farla breve, e senza esagerare, la sua opera più smaccatamente facile da sempre. Il rock non è più un campo sacro e sono finiti da un pezzo i mal di pancia puristici tipo, ricordate?, Born In The USA. Quindi va bene, per carità, va benissimo se il nostro eroe si prende una pausa e si rilassa un po'.
Peccato che lo faccia male; con 13 canzoni quasi tutte poco ispirate, con scelte sonore e di produzione che lasciano perplessi, con un gusto pasticciato che lo porta in giro per la storia del rock e del pop ma non là dove di solito si finiva, per la gioia di tutti - non nel cuore del vecchio, sano rock and roll. Dall'incipit orchestrale di Outlaw Pete (dove Pete potrebbe essere Townshend, tanto il suono è di quella pasta) al quasi Jon Spencer di Good Eye, dal beat scioccherello di Surprise Surprise al pop agghiacciante di This Life (una delle più brutte canzoni in assoluto di BS), è un juke box che stordisce ma non appassiona, con una lunga serie di luoghi comuni e un suono denso, soffocante, le salsicce digitali che le macchine musicali del nostro tempo amano sfornare. Un album piacione che d'improvviso cambia umore negli ultimi due brani, The Last Carnival e The Wrestler (il tema da film che ha appena vinto il Golden Globe come miglior canzone originale). Lì a sorpresa riappare lo Springsteen più intenso, meditativo, tranchant, quasi a rassicurare gli ammiratori ma a confermare anche, con uno sciagurato coro in coda al Carnevale, che non è proprio disco.
Riccardo Bertoncelli
(11:03 - 20 gen 2009)









