Recensione Momofuku
Elvis Costello
Voto: 
Voto utenti: 
Casa discografica: Lost Highway
Anno: 2008
Dal dizionario 24.000 dischi
Elvis Costello
Ancora in autunno Elvis Costello dichiarava di non avere più piacere a fare dischi, poi lo han tirato dentro a una registrazione e gli è tornato il gusto. A gennaio ha scritto otto canzoni nuove, a febbraio le ha registrate in meno di una settimana; altri sette giorni per registrare/mixare e via, ecco questo spaghetti record dedicato, un po' per gioco e un po' sul serio, a Momofuku Ando, l'inventore dei cup noodles, gli spaghetti istantanei all'orientale. "Ogni disco ha un suo metodo", ha chiosato il filosofo. "Certe volte il rock and roll viene meglio se non stai su a pensarci troppo".
Momofuku è un buon disco con i colori classici del nostro camaleonte: il pub rock insolente che riporta agli anni giovani, certe esplosive bolle di suono alla Napoleon Dynamite, il country, il romantico confidenziale, anche una pigra ballata come Mr. Feathers in cui Ray Davies incontra Paolo Conte dalle parti della Waterloo Station. Una canzone è stata scritta con Rosanne Cash, una con Loretta Lynne, e potete immaginare che sono i momenti più trad dell'album. In un paio di altri pezzi fa un cameo David Hidalgo, e anche lì è facile capire che aria tira (tempo da lupi). Altrove succedono cose più agitate, con gli energici sfoghi di Steve Nieve, Pete Thomas, Davey Faragher, cioé gli Imposters.
Ma non pensate a un disco nudo e garage, non è proprio così. Gli spaghetti vanno cotti comunque, per rimanere in metafora, e conditi accuratamente. Nei dodici brani il cuoco ha messo di tutto, preferendo l'acustico e il modernariato culinario: Wurlitzer, organo Continental, pedal steel, melodica e tutta una serie di chitarre d'altri tempi che EC indossa e cambia come una dama vanitosa davanti allo specchio - Epihone Riviera, Gibson 160E, Danelectro Baritone, Gibson Century, e la faccio breve.
Originariamente previsto solo per il mercato del vinile, almeno in America, l'album è proposto anche in CD ma "la versione vera è stampata su due facciate di plastica nera con un buco in mezzo". Elvis non nasconde la sua nostalgia per il bel mondo grammofonico che fu. "Può darsi che qualcuno preferisca ascoltare questo disco in altri formati, più facili da trasportare, senza il problema del fruscio e dei segni, e noi questi formati li offriremo per la vostra comodità. Però sappiate che il meglio è il vinile: con una puntina che legge il solco, come Iddio comanda e ha sempre comandato..."
Tutti gli album di Elvis Costello recensiti uno per uno
Riccardo Bertoncelli
(16:52 - 16 mag 2008)









