Recensione Profumo di violetta
Gianluigi Trovesi
Voto: 
Voto utenti: 
Casa discografica: ECM
Anno: 2008
"Uscivano dal cortile elegantissimi, con divisa e cappello neri e camicia bianca, tenendo a tracolla o sottobraccio lo strumento. Noi orgogliosi (abitavamo nello stesso cortile) li accompagnavamo fino alla piazza del paese, dove il ‘Premiato Corpo Musicale' avrebbe tenuto il concerto... Un giorno un grave incidente nella fabbrica fermò le vibrazioni di un'ancia. Impedì a quell'ancia di vibrare e dal cortile svanì quel timbro, quel colore, quel profumo. Decisi di studiare clarinetto e far parte del ‘Premiato Corpo Musicale'."
Alla sua veneranda età, Gianluigi Trovesi torna ragazzino e ricorda la magia dei primi amori musicali con la banda del suo paese, che faceva le prove nel cortile di casa a Nembro, nelle valli bergamasche. L'affetto e la commozione non gli sono d'impaccio, anzi, lo spingono di più e meglio a "mettersi all'opera", come vuole il malizioso sottotitolo (cugino dell'altrettanto doppio titolo: violetta e Violetta, l'aromatico fiore e la protagonista della Traviata di Verdi).
Quello che cava dal cilindro dei ricordi, quello che inventa scatenando la sua ammirevole fantasia è uno dei dischi più belli e originali degli ultimi tempi; una dichiarazione d'amore al mondo delle bande e a un'idea di musica alta e popolare nello stesso tempo, con il gusto di giocare voluttuosamente con Monteverdi e Pergolesi, Rossini, lo swing e i saltarelli dei balli in piazza come le sciure griffate alla prima della Scala neanche s'immaginano. Amore, puro amore che diventa finissima invenzione.
Un album colto sotto umili forme, "trasponendo, trascrivendo, traducendo e tradendo gli originali" con una favolosa naturalezza. Trovesi suona con Marco Remondini al violoncello e Stefano Bertoli alla batteria, più la Filarmonica Mousik è diretta da Savino Acquaviva, splendida erede di quei premiati corpi amatoriali di cui si celebra la gloria. Bravissimi tutti; e fin da subito, dalla tenera Alba di Trovesi a cui segue l'adrenalinica Toccata dall'Orfeo di Monteverdi, da subito si spande nell'aria il profumo desiderato.
Riccardo Bertoncelli
(13:44 - 16 dic 2008)









