Recensione Chickenfoot
Chickenfoot
Voto: 
Voto utenti: 
Casa discografica: Ear Music-Edel
Anno: 2009
Ogni tanto penso che il rock possa essere solo questo - gola rossa, chitarra in excelsis, il martello violento di basso e batteria - e che fortuna avere ancora band del genere che ce lo ricordano e tengono accesa la fiamma. Ogni tanto invece penso che basta, è un film che ho visto troppe volte, e sempre uguale - un giorno inventeranno un programma con tutti i riff più tipici dell'hard & heavy e una serie di versi-chiave, e basterà combinarli secondo il proprio gusto per fare un disco del genere.
Questo penso dei Chickenfoot, tutto e il contrario di tutto. Penso che un sacco di ragazzi sgraneranno gli occhi davanti al bendidio di Joe Satriani, Sammy Hagar, Chad Smith e Michael Anthony, gloriosi monumenti e cippi interessanti della civiltà heavy, e che quelli della mia generazione resteranno invece certo più freddi. Penso che i quattro sappiano il fatto loro ma che in fondo non escano (non sono mai usciti, voglio provocare, neanche in passato) da una "medietà" più o meno aurea. E penso che le promesse sono belle ma di più contano i risultati: e allora non trovo il pepe bloodsugarsexmagick che avrebbe dovuto portare in dono Chad Smith e neanche il cuore di tenebra suggerito dalla sigla che, mi dicono dalla regia, attinge all'immaginario di New Orleans (in italiano, per inciso, fa cascare le braccia: Zampa-di-gallina).
Nati per caso in un club di Cabo San Lucas, che Hagar possiede e dove ama invitare gli amici in jam, i Chickenfoot partono omaggiando il Messico con una Avenida Revolution che racconta violente storie di traffico di droga a Tijuana. Satriani è in grande spolvero, Hagar sente le voci di Zeppelin e Van Halen e si sente in competizione; l'album è tutto così, con passi diversi ma sempre graffiante, sempre pesante. Sul finale si ammorbidisce e guizzano un paio di momenti acustici (My Kinda Girl, Learning To Fall) che servono giusto ad allentare la tensione. Ma non è la specialità della casa, siamo qui per farci stordire dai suoni e per venerare quella specie di Odino che abita i cieli della musica 2009.
Riccardo Bertoncelli
(14:39 - 18 giu 2009)
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Buongiorno a tutti,
solo per "confidarvi" che a me l'album piace molto! Non sono "rocker o metallaro" o altro... mi piace la musica e sono un grande fan di Joe Satriani fin dal lontano 1987 (ai tempi di "Not this Heart"...).
L'amalgama del gruppo mi sembra ottima, Joe non esagera, ovviamente, ma è superlativo, la sua mano si sente molto..., inoltre la voce di Hagar mi sembra notevole (non lo conoscevo), come il batterista Chad... un po' sotto-tono forse il basso di Hantony...
Un CD da acquistare assolutamente, per gli amanti della buona musica!
M