Fragile. Nesliving Vol. 2

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12:44 - marted́ 16 marzo 2010


Recensione Fragile. Nesliving Vol. 2

Nesli

Voto: 5

Voto utenti: 9

Casa discografica: Doner Music

Anno: 2009

Il Nesli Park non è mai stato un luogo spensierato in cui lasciarsi andare alle emozioni più frivole, anzi. Il carattere introverso e riflessivo dell'mc di Senigallia ha caratterizzato i suoi sette anni di militanza. Ora, la metà creativa della famiglia Tarducci (l'altra, per chi ancora non lo sapesse, è Fabri Fibra) torna a parlare di sé, forse come non aveva mai fatto nei suoi cinque album in carriera. Fragile. Nesliving Vol.2 è la seconda puntata di un progetto che si pone come testamento creativo di Nesli, almeno così a detta dell'autore: certo, sentir parlare di testamento da un artista così giovane può forse sembrare eccessivo ma, se si inquadra il suo percorso personale e musicale, si può ben capire che ora, per lui, è un momento di passaggio, di evoluzione in cui alcune attitudini iniziano ad emergere ed altre, al contrario si perdono. Un momento in cui probabilmente la direzione non è ancora chiara ma è chiara la spinta al cambiamento.

Fragile è un disco di 12 tracce per 43 minuti di playing idealmente diviso in due parti: la prima In guerra, composta da sette tracce, e la seconda In amore, in cui scorrono cinque brani. Un chiaro segnale di quello che è l'animo di un artista che ancora "brucia" dentro, ancora stretto nella morsa degli opposti, tra L'inizio e La fine di un viaggio. Lo scenario sonoro è disegnato dalle produzioni di Big Fish, maestro assoluto nel creare il "beat che non ti aspetti" e ispirato nel fondere riff di chitarra e giri di piano sui suoni dell'elettronica. Musica e testi si intrecciano bene per tutta la tracklist anche se a volte si ha l'impressione di un "sovraccarico" delle frequenze, specialmente nei ritornelli come succede in Non tornerò e in Non sembra vero. Nesli sembra aver lavorato di più sulle melodie, sia nei ritornelli in cui raggiunge una buona intonazione sia nelle strofe rappate che suonano di certo più morbide rispetto a un tempo: proprio per questo è poco comprensibile l'abuso di Auto Tune in Se tu non sei qui, di cui non si sentiva il bisogno. Il vero viaggio del disco sono i testi di Nesli che ancora una volta si dimostra perfetto condensatore di emozioni e visoni: si passa dall'autobiografico al quotidiano senza dimenticare il lato più riottoso e romantico del suo immaginario e del suo essere. Ne esce una fotografia della sua generazione: nata nella speranza, cresciuta nei sogni e oggi profondamente disillusa. Qualcuno parlerà di "bad mood" per questo disco ma, siamo certi, che sono gli stessi che vedono "la rivoluzione solo nel cellulare".

Chi lo segue da EGO potrà apprezzare la continua crescita di un artista pieno di contenuti e con rare "pose" in cui Nesliving Vol. 2 segna un nuovo passo verso qualcosa di "diverso" per un artista che in questo momento si sente proprio così in un mondo in cui è facile sentirsi fragili.

Mario Vanni Degli Onesti

(11:41 - 01 dic 2009)


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