Live At The Olympia

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01:01 - venerd́ 03 settembre 2010


Recensione Live At The Olympia

Rem

Voto: 8

Voto utenti: 8

Casa discografica: Warners

Anno: 2009

"This is not a show", strilla Mike Mills parafrasando la leggendaria pipa di Magritte. Non fa il surrealista a scrocco, non mette le mani avanti. Dice il vero; perchè di solito gli show si fanno con pezzi finiti e (arci) famosi mentre qui i REM innaffiano in scena boccioli di canzoni e cavano dagli archivi brani minori o dimenticati, così, per il gusto della sfida, per "farlo strano", per convincersi (è l'ipotesi che preferisco) di essere ancora vivi e creativi, fosforo di musica e non formalina da museo del rock.

Siamo a Dublino, luglio 2007. I REM hanno affittato per quattro sere l'Olympia Theatre e davanti a un caldo pubblico di curiosi e ultrà giocano il loro insolito gioco, forti della trentennale esperienza e credibilità ma assaliti anche da dubbi e paure per quello che Michael Stipe, non troppo esagerando, definisce "an experiment in terror". L'esperimento alla fine riesce. Gli old boys testano a dovere i pezzi nuovi (Accelerate uscirà un anno più tardi), qualcosa cambiando (Disguised, per esempio, che diventerà Supernatural Superserious) altro scartando (On The Fly e Staring Down The Barrel Of The Middle Distance), con una passione e determinazione che fa loro onore e che comunque dovevano sfoderare, dopo le mollezze und furbizie degli ultimi album.

Ma il bello del gioco non sta nella pubblica prova di Accelerate bensì nella pesca a strascico nei più remoti fondali del catalogo, alla ricerca di pezzi poco eseguiti o dimenticati da enne tour. E' un commovente atto d'amore e non solo, un tesoro luccicante; perchè dal profondo passato riemergono con luminosa cera e fibre intatte Cuyahoga e Disturbance At The Heron House e Driver 8, e Drive, così bella e ben ricordata eppure accolta di rado in scaletta, e perfino i primi diecini del forziere, Gardening At Night, 1.000.000, Carnival Of Sorts, tre quinti dall'EP che diede inizio a tutta la storia.

Avevo perso il contatto con il più vero e intenso suono REM negli ultimi anni, per colpa di album gelatinosi come Around The Sun e Reveal. Accelerate ha lenito qualcosa di quelle ferite, Olympia prosegue la medicazione; specie nei brani meno aggressivi e squadrati, in Houston, New Test Leper, la rivisitata Sitting Still, Feeling Gravity Pull, è bello ritrovare la psicotica aura della band, quell'idea di un folk rock tra sogno e realtà in un tempo sospeso che è ieri, oggi o chissà quando, in un selvaggio West della mente.

(Anche in versione 2CD + DVD, con il film del Not A Show, di Vincent Moon & Jeremiah).

Riccardo Bertoncelli

(00:57 - 04 nov 2009)


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