Recensione If On a Winter's Night...
Sting
Voto: 
Voto utenti: 
Casa discografica: Decca
Anno: 2009
Dal dizionario 24.000 dischi
Sting
Sting esiste ancora ma non lotta più con noi, proletari del rock e pop, è salito su una nuvoletta di musica colta e da lì elabora raffinate strategie. Non sempre sono vanitosi sproloqui. Questo per esempio è un bel progetto, una celebrazione della stagione invernale nata nei mesi scorsi nel cuore della sua residenza toscana, durante un inverno particolarmente aspro, e proseguita tra New York e (chissà la fatica a rimanere concentrati sul tema) Malibu.
L'album è una raccolta di carole tradizionali, inni religiosi, una poesia di Stevenson messa in musica, un Bach sottotitolato e altro di classico (Henry Purcell, Franz Schubert). Sting vi ha riversato dolcissimi ricordi della sua infanzia a Newcastle e suggestioni di vita cristiana che nel suo agnosticismo di mezza età si intrecciano con i riti pagani del solstizio invernale e vanno a formare una bella sciarpa sonora e multicolore: strumenti acustici non solo occidentali, chitarre ma anche oud, dulcimer, arpa gaelica, Northumbrian Pipes, e volentieri gli archi della Strings of Music Aeterna Orchestra. In California il vento più caldo ha soffiato qualcosa di jazz: in brani come Gabriel's Message, The Hounds Of Winter e The Burning Babe (uno dei momenti più dark di un racconto che tocca anche il macabro e lo spiritico) fanno capolino musicisti come Cyro Baptista, Kenny Garrett, Jack DeJohnette.
Sting spiega di avere cercato di evitare i luoghi comuni del Natale triumphans, e gli va riconosciuto che quasi sempre ci è riuscito. Un disco vario ed elegante, cantato senza troppa enfasi, che piace soprattutto nei momenti più sobri (Gabriel's Message, Cherry Tree Carol, The Snow It Melts The Soonest) o quando i fantasmi del gelo e del buio fuggono dal loro habitat naturale, per esempio (Soul Cake) in libere praterie country.
Riccardo Bertoncelli
(15:15 - 10 nov 2009)









