Recensione Glitter & Doom Live
Tom Waits
Voto: 
Voto utenti: 
Casa discografica: Anti
Anno: 2009
Dal dizionario 24.000 dischi
Tom Waits
Lo zio Tom non ama quel ch'è facile e squadrato, e quindi sapete che banalità "un nuovo disco in studio". Meglio il trovarobato di pezzi sparsi come fu per Orphans o l'accostamento bislacco di materiali diversi come in questo caso, con un CD di registrazioni dal vivo dal tour 2008 e un altro di sketch sempre in scena, le storie beffarde e surreali che Waits ama raccontare quando durante lo show tira il fiato e, accomodato al pianoforte, intrattiene la platea.
Il live musicale è giusto quello che promette la réclame, "un uomo morto che canta per la propria vedova; le ultime parole di un condannato a morte; una danza sbilenca; il suono di un mangiatore di spade che si lamenta o di un pirata che si dà delle arie". Waits inizia e termina sbraitando, in un melmoso paesaggio di jazz blues in disfacimento e versi deformati dalla chirurgia plastica di una mente iper eccitata, ma guai ad arrendersi alla brusca apparenza e a non gustarsi tutti i cambi di scena, le lune, i soprassalti romantici o sarcastici, i folgoranti dubbi di un artista che a 60 anni ormai quasi compiuti (mancano pochi giorni) continua a essere Tom Waits più che a fare il Tom Waits, come i superficiali potrebbero equivocare. Bel repertorio di pezzi della maturità e accurato montaggio di show differenti, 10 per 17 brani complessivi - il sarto ha lavorato bene, la cucitura non si vede e l'ascolto fila liscio.
Il CD dei Tom's Tales (disponibile in download gratuito anche per i feticisti che acquisteranno il vinile) è una chicca per iniziati, nel cuore del surreale mondo che Tom ha creato negli anni. Uno zibaldone di meditazioni sui lati oscuri o buffi della vita, con un tono sospeso tra Frank Zappa, Jannacci e il David Byrne di True Stories, con un violento gusto di sorpresa e paradosso: dove si parla volentieri di animali ma anche di Armstrong e Aldrin sulla luna, delle incredibili leggi dell'Oklahoma, di depositi bagagli e del perchè si usa mangiare il pesce con il limone. Parafrasando quel libro: "storia (molto) breve di (quasi) tutto quanto".
Riccardo Bertoncelli
(23:39 - 24 nov 2009)









