Solo Show

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01:11 - venerd́ 03 settembre 2010


Recensione Solo Show

Vinicio Capossela

Voto: 8

Voto utenti: 8

Casa discografica: Atlantic

Anno: 2009

"Il Solo Show trae la sua ispirazione non dal circo, palcoscenico di artisti, trapezisti e provetti giocolieri, ma da quei tendoni che, ai tempi del grande Barnum, gli mettevano di fianco: il side show, appunto. Il baraccone dei fenomeni, i freaks, le creature dimenticate da Noé. La mucca a cinque zampe, il maiale a due teste, la capra unicorno. Esseri da mettere in mostra che altra abilità non avevano."

Per quanto affascinante, Da solo era un progetto incompleto; erano canzoni e basta, musica parole e non le fantastiche immagini che pullulavano nella testa di Capossela e solo dopo han trovato sfogo in scena. Tenete il disco in disparte, magari per un ripassino in automobile. E' il DVD che conta, la favolosa galleria di personaggi che Vinicio non solo ha avuto l'estro di immaginare ma la capacità di sceneggiare: giganti e meduse, bambini ciclopi, uomini pignatta, maiali a due teste e un "polpo palombaro in amore" introdotti da un mago e da una "scherzatrice di fuoco" che hanno il compito di rassicurare che di gioco si tratta, fingendo che siamo nel ben noto mondo dell'illusione.

Ma voi dubitate. Qui c'è di più, qui c'è un piccolo dottor Parnassus che ha fatto diventare carne, emozione e solletico di humour le sue chimere, gli incubi, i fantasmi di bambino cresciuto ostinatamente fedele alle favole; che è diventato come il paradossale licantropo che annuncia lo show, The Storyfaced Man - "tutto il suo animo gli si mostra in faccia, rendendolo un mostro. Vorrebbe liberarsi da quello che lo attanaglia raccontandolo ma al tempo stesso non se ne può separare, come l'uomo lupo non può fare a meno dei suoi peli."

Sottilmente malinconica la prima parte, dove va in onda per lo più l'ultimo CD, poi un intermezzo burlesque e un secondo tempo incontenibile, frenetico, con colpi di scena e travestimenti, il ritorno di vecchie canzoni e del Minotauro, e una gabbia luminosa in cui finiscono "fantasmi del passato, scheletri, seduzioni, tiranni, mostri" e spettatori ostaggio, vittime sacrificali della fantasia cannibale del signor C. In effetti occorre carne fresca perchè il "solo show" è così, "tutto vivo, niente morto!".

Riccardo Bertoncelli

(10:57 - 13 nov 2009)


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