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01:12 - venerdì 03 settembre 2010


mariposa

I Mariposa e l'intervista componibile

Incontriamo i Mariposa alla Fnac di Milano, dove hanno appena presentato Pròffiti now!, il loro ultimo doppio album. Con l'ausilio di un proiettore e di Powerpoint, la band ha illustrato il suo concetto di musica componibile e il loro progetto politico Forza Musica. Una cosa esilarante a dir poco. Michele Orvieti (tastiere, pianoforte e sintetizzatori) parla, Alessandro Fiori (cantante) beve, ascolta e saluta gente. Influenzati dal concetto di musica componibile, proponiamo un'intervista componibile: domande e risposte sono spaiate, ma grazie alle soluzioni date in fondo, l'intervista può essere compresa correttamente. Se uno non guarda subito le soluzioni, però, si troverà davanti a qualcosa di molto più creativo e stimolante: a voi la scelta. f) Così vi differenziate un po' anche da tutti i musicisti che si sentono infastiditi dal dover dare una definizione della loro musica. c) La musica componibile è sempre esistita: una cosa importante è non arrogarsi il diritto di averla inventata, perché si farebbe un grosso errore. O ancora meglio: l'attitudine componibile nella musica è sempre esistita. Noi ci siamo soltanto arrogati il piccolo diritto di riportarla alla luce. Di compositori componibili ce ne sono a bizzeffe: Satie, Zappa, i Gong. Abbiamo utilizzato l'espressione musica componibile anche per rispondere all'annosa domanda "che musica fate?": un'espressione che significa tutto e niente, ma che ci fa enormemente comodo. m) D'altronde anche nei dischi precedenti c'era un po' di tutto... E il disco doppio? Pare un gesto ancora più politico di Forza Musica e tutto il resto... v) Ci avevamo pensato, ma dipende molto dal posto in cui si suona e dall'atmosfera che si crea. In un locale è difficile coinvolgere così tanto il pubblico, magari in un teatro verrebbe meglio. Comunque chiamare sul palco una persona potrebbe paradossalmente creare maggiore distacco che coinvolgimento. È più facile utilizzare il materiale delle interviste che già abbiamo dal punto di vista musicale, inserendolo in quello che suoniamo sul palco. b) Che reazione hanno avuto gli intervistati alla domanda sulla musica componibile? x) Si chiama Nuotando in un pesce bowl e uscirà a marzo. Contiene cinque pezzi, rielaborazioni di antiche melodie popolari napoletane. a)Pròffiti now! è un disco ma non è un disco, è una conferenza ma non è una conferenza, è realista e surreale: in definitiva, cos'è? E la musica componibile? L'avete tirata fuori apposta per fare le interviste? e) La maggior parte delle persone che abbiamo intervistato o ci conosceva poco o non ci conosceva per niente, per cui faceva fatica a dare un giudizio sui Mariposa e la musica componibile. Gli altri, cioè quelli che ci conoscevano, hanno espresso pareri discordi: Marco Parente, per esempio, ha detto che stavamo sbagliando tutto, altri hanno detto che era molto calzante. Le statistiche, però non le abbiamo ancora. h) Queste interviste troveranno spazio nella loro versione integrale? s) ...siamo assolutamente favorevoli. Al. M.E.I. esortavamo tutti a mettere in circolo il nostro materiale, per i motivi che ti spiegavo prima. È ovvio che non rifiutiamo la logica del fare dischi, se no non saremmo qua, ma forse nel nostro microcosmo musicale è meglio che la priorità la abbiano altre cose. i)Le interviste vengono utilizzate anche dal vivo? Coinvolgerete anche il pubblico ai concerti, chiedendo la loro opinione sulla musica componibile? d) Sì, anche se questa è una reazione tutto sommato naturale, istintiva: come musicista incasellarsi in un genere è difficile e spesso uno pensa di essere più cose contemporaneamente. Noi, con la musica componibile, mostriamo la nostra debolezza: non sappiamo bene cosa siamo, ma lo affermiamo con forza, quasi per difenderci. Certo, adesso è un problema per i sistemi di classificazione dei siti, per i-tunes, e così via: il nostro genere è musica componibile, uno deve cercare proprio quello. Magari tra un po' saremo in tanti a fare musica componibile. y) Pròffiti Now! può essere considerato un po' il Bignami dei Mariposa? Il disco che riassume un po' tutta la vostra produzione? t) Trovarobato non è un'etichetta in senso stretto: è un progetto parallelo dei Mariposa che si occupa dei nostri dischi e di alcune collaborazioni. Uscirà a marzo una nuova produzione di un quartetto messinese, gli Addamanera, il disco si chiama Nella tasca de il zio, collaborazione tra noi e gli Addamanera (il disco è registrato nei nostri studi da Enzo, il nostro batterista, e noi stessi interveniamo a livello musicale), e tra la Trovarobato e la Lizard, un'etichetta veneta. Con la Lizard uscirà anche un nostro nuovo disco strumentale, ed è uscito il disco di Alessio Lega, che ha vinto il premio Tenco come migliore opera prima. Il concetto di collaborazione, di scambio di esperienze per noi è fondamentale. n) Ma l'hanno trovata calzante per la musica dei Mariposa? z) È una presa di posizione abbastanza forte: d'altronde quello che pensiamo noi è che almeno nel nostro piccolo mondo indipendente, non è tanto dai dischi che si guadagni, per cui tanto vale sperimentare. Da questo punto di vista il disco è un po' il nostro biglietto da visita: è anche vero che per realizzarlo ci siamo indebitati con chiunque, ma forse è anche il lato bello della cosa. Speriamo di recuperare un po' con il tour... Il disco per noi è semplicemente un mezzo per diffondere le nostre idee musicali ed è proprio in quest'ottica che presto metteremo a disposizione del pubblico on line tutto il nostro materiale precedente. Già l'avevamo fatto con Suzuki Bazuki, già l'abbiamo fatto con Pròffiti now! mettendo on line un ep di presentazione: al M.E.I. di quest'anno il nostro stand Trovarobato aveva un masterizzatore e una fotocopiatrice: chi veniva poteva avere dei cd masterizzati all'istante con tutta la nostra discografia in formato mp3. È più importante la libera circolazione delle idee che l'arroccamento su delle strutture commerciali nelle quali in questo momento non crediamo molto. Crediamo molto di più nei concerti, nei live. p) Quindi l'atteggiamento verso il peer to peer, lo scambio di musica su Internet... g) In questo momento abbiamo un archivio incredibile, perché abbiamo 128 interviste che vanno dal minuto e mezzo del noto cantante romagnolo ai cinquanta minuti di Stefano Isidoro Bianchi, o di Mauro Pagani, chiacchierate chilometriche che vanno a toccare tutti gli argomenti. Tenere inutilizzato tutto questo materiale sarebbe una gran cazzata. Abbiamo in preparazione un radiodramma: un prodotto radiofonico che riutilizza il materiale delle interviste calato in vari ambienti. Alessandro vorrebbe trascriverle tutte e farle diventare un libro (tra l'altro avremmo bisogno di un sacco di stagisti per farlo: se qualcuno si volesse offrire dalle pagine del sito...), ma è difficile. Il minimo che possiamo fare è mettere le interviste on line sul nostro sito, tagliuzzando solo le parti inutili o venute male. Prima o poi lo faremo, perché è materiale che merita di avere vita propria. q) E la Trovarobato? È solo una naturale estensione dei Mariposa o ci sono altri progetti in ballo? o) Io preferisco considerarla la fotografia di un momento. Abbiamo un po' paura delle «summe», o forse delle sentenza definitive. Forse si può dire che le due cose possono coincidere, che in questo preciso momento siamo arrivati a una sorta di punto di arrivo per una serie di percorsi cominciati tempo prima. Penso comunque che le cose siano in eterna trasformazione. Pròffiti now! è nato così: abbiamo preso una manciata di canzoni che suonavamo già da un po' dal vivo, quindi rodate e modificate dal tempo, le interviste, del nostro materiale live, un pezzo del solo Alessandro: c'è un po' di tutto e a me sembra proprio una collezione di fotografie. r) Parlaci di questo disco strumentale. w) Siamo stati nella zona di Verona e Vicenza, e siamo molto contenti della reazione di chi ci ascolta. Ci stiamo divertendo molto anche a fare queste presentazioni nelle Fnac: speriamo che tutto vada per il meglio. u) Come va il tour? l) Più che altro noi volevamo sapere dagli intervistati qual era la prima cosa che gli veniva in mente parlando di musica componibile, ponendo la domanda a freddo (alla Fnac hanno fatto un esempio pratico). La cosa curiosa è che tantissime persone ci hanno detto che gli veniva in mente l'Ikea, e questa era una cosa che non ci aspettavamo. Da lì si è passati al Lego, alle costruzioni, ai giochi per bambini, tutte cose che richiamano l'idea di componibilità. La sera successiva i Mariposa hanno tenuto uno strepitoso concerto al Matatu di Milano: hanno cominciato festeggiando un finto capodanno e suonando i tipici pezzi da trenino e festa di carnevale, e poi hanno continuato a stupire presentando in maniera impeccabile ma divertentissima i pezzi di Pròffiti now! e qualche altra perla dai dischi precedenti. Due lunghi strumentali hanno testimoniato il loro amore per il progressive e l'attitudine alla sperimentazione. Quando i Mariposa dicono che sono i concerti la vera forza di un gruppo, non si sbagliano affatto. Soluzioni dell'intervista: a-c; f-d; b-l; n-e; h-g; i-v; y-o; m-z; p-s; q-t; r-x; u-w.

(00:00 - 03 mar 2005)


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