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01:31 - venerdì 03 settembre 2010


mastino

Intervista a Mastino

Vincitore del terzo round del 2 The Beat, il ventisettenne Mastino ha mosso i primi passi a Saronno nella crew DNA (Dove Nessuno Arriva) ed è poi approdato a Bologna nel 1997. Qui, assieme a Hiko e Fedeblow ha dato vita agli OrrorVacui Grooverz, formazione di spicco dell'hip hop underground italiano. Come hai preparato la sfida? Hai fatto qualcosa di particolare o hai continuato con le solite routine? «Con Hiko e Fedeblow, gli altri OrrorVacui Grooverz, ci siamo concentrati soprattutto sullo showcase e abbiamo lavorato sodo in sala prove. Per la sfida ci siamo allenati a scambi, poco sul minuto. Ma sento di non aver ancora raggiunto un livello soddisfacente perché mi ricordo di aver cacciato cinque o sei rime di riserva. Contro Mista addirittura ho rifatto due rime uguali alle sue perché non lo avevo sentito, ma la gente pare non se ne sia accorta. Dipende sempre molto dalla situazione del momento. Mi sento anche di dire che il pubblico ha capito quando ce le portavamo da casa» Com'era l'atmosfera dietro il palco prima del contest? «Prima della sfida ognuno degli Mc si concentrava a modo suo: chi faceva rime a bassa voce, chi ascoltava gli altri, chi cazzeggiava, chi fumava. Io aspettavo il mio turno facendo ommmmm e grossi respiri, così andavo in iperventilazione e il tempo mi passava prima. Si stempera la tensione che è comunque alta» Chi ti ha messo più in difficoltà durante la sfida? «Ogni sfida delle tre che ho fatto è stata parecchio tosta e non mi sento di dire che una o l'altra sono state più o meno facili o difficili. Aban, Ted Bundy e Mistaman mi hanno comunque dato filo da torcere. Considera che comunque erano i tre, oltre a Mad Buddy che mi impensierivano di più. Anche il Principe si è difeso bene, da quel che mi ricordo» Quali sono i tuoi artisti preferiti e cosa ascolti ultimamente? «In questo periodo cerco il funk. Crusaders e The Fabulous Phantoms, per dire gli ultimi acquisti. L'hip hop naturalmente non manca mai. L'altro giorno ho comprato un album vecchio di un certo Scaramanga (a.k.a. Sir Menelik, a.k.a. Cyclops 4000) che si intitola Snake Eyes (hai presente il personaggio dei G.I.Joe?) ed era un bel po' che non sentivo una "totalata" del genere. Consiglio pure un libro che ho comprato di recente: Dark Angel di Isabella Santacroce illustrato da Talexi. È una bella riflessione sulla diversità mascherata da fiaba gotica, con disegni da paura!» Cosa pensi della scena italiana? «Questa domanda mi lascia spiazzato... non so, se vuoi ti posso parlare dei miei amici che fanno hip hop o della gente che mi piace in Italia (e sono davvero molti); questa è la mia scena, cioè quella che conosco e spingo, ma sono consapevole che l'hip hop è ben più grosso del culo che mi porto dietro. Diciamo che non amo aver a che fare con persone che non riconoscono questa cosa. Le sfide e gli show dell'altra sera mi sembra che abbiano divertito, come credo qualsiasi jam si faccia sul pianeta. Ogni evento coinvolge, mobilita, aggrega, è il bello dell'hip hop» Quali progetti hai per il futuro? «A breve uscirò con un dieci pollici nel quale comparirò col nome di Randolph Carter, intitolato Night Skinny. È un progetto «elettromalato» dei miei soci Bronx e Mes2 sul quale è presente anche dj TayOne. Sul lato A c'è Esa. Dovrebbe essere il primo di una serie. Registreremo anche con Hiko e Fedeblow (come Orror Vacui Grooverz ovviamente) un mini cd di cinque o sei pezzi da portare alla finale in Salento. E poi, tra le altre cose, mi devo laureare al Dams nella prossima sessione». (mario vanni degli onesti)

(00:00 - 20 giu 2000)


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