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01:30 - venerdì 03 settembre 2010


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Le serate flessibili di Carlo Fava

Se c'è un termine che può esser preso a specchio di questi nostri tempi, che scorrono sempre più con il difficile equilibrio dei tempi dispari, questa parola è sicuramente «flessibilità». Intesa, al contempo, nel senso di «precarietà» e «malleabilità», spaesamento ma anche capacità di arrangiarsi e inventarsi continuamente. Carlo Fava se n'è fatto esempio musicale, intitolando il suo ultimo disco L'uomo flessibile e giocandoci pure uno show, fatto di canzoni sue e delle molte guest-star coinvolte. Ospite di un locale sempre particolarmente attento, La Salumeria della Musica, e in collaborazione con l'agenzia Cose di Musica, l'artista milanese e il suo fido compagno di penna Gianluca Martinelli hanno messo in piedi una rassegna che, sviluppandosi attorno al loro repertorio fra musica e teatro, smuovesse un po' le acque della canzone d'autore. In totale una decina di serate (tutti i venerdì da febbraio ad aprile), costruite dedicando il primo tempo alle canzoni de L'uomo flessibile e dei precedenti due album di Fava, e sviluppando la seconda parte in compagnia di un ospite scelto per stima e simpatia, con cui scambiare qualche chiacchiera e brano. E appoggiandosi a una bella squadra di musicisti: Beppe Quirici al basso (produttore di Fava e co-regista della rassegna), Vittorio Marinoni alla batteria, Diego Baiardi alle tastiere e Dario Faiella alle chitarre. Ospiti via via alcuni nomi grandi e nuovi della musica italiana, intessendo fra loro i fili folk, pop, rock, blues e jazz che compongono il macramè della nostra canzone, e facendolo con uno sguardo alla Milano che cambia le sue storie, con il sorriso sulle labbra e, soprattutto, forti della (sana, necessaria, auspicabile) voglia di incontrarsi e improvvisare. Con Massimo Bubola, Davide Van De Sfroos, Claudio Lolli, Pacifico, Simona Bencini, Riccardo Tesi, Claudio Sanfilippo, Mauro Pagani, Patrizia Laquidara... Volendo raccontare una serata fra tutte, scegliamo il venerdì che ha visto come ospite, accompagnata dal maestro Armando Corsi alla chitarra e dallo spumeggiante violoncello di Martina Marchiori, un'artista i cui ventidue anni rappresentano un grande respiro per questo mondo che sembra invece incapace di coltivare i propri talenti e in cui gli esordi buoni si verificano intorno ai quarant'anni. Lei si chiama Maria Pierantoni Giua: già vincitrice a Castrocaro, Recanati eccetera, e seguita dallo stesso Quirici che ne sta producendo il primo disco. Perché nel bendiddio artistico sopra menzionato, scegliamo di segnalare proprio lei? Perché crediamo che una che a quest'età suona, canta e parla con tale serena e umile bravura, sia un quadrifoglio speciale da trovarsi, nella bagarre (dello spettacolo ma non solo) che quotidianamente s'impantana in tutt'altre situazioni. Non abbiate sospetti o paure di segnarvi il suo nome in agenda, soprattutto se è un'agenda dal futuro molto lungo. Per il programma dettagliato delle serate si può consultare il sito ufficiale di Carlo Fava

(00:00 - 17 mar 2005)


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