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00:53 - venerdì 03 settembre 2010


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Memorabile Boss

Diciotto anni dopo la prima esibizione di Bruce Springsteen in Italia, era il 21 giugno del 1985, San Siro è nuovamente tutto esaurito per il Boss e per i ritrovati compagni della E-Street Band.

Nel campo e sugli spalti, centinaia di magliette con stampate le date di vecchi tour del musicista del New Jersey, a testimonianza di una fedeltà da parte dei fan che non ha eguali nel panorama rock contemporaneo. Sulle gradinate, anche una ragazza vestita da sposa abbracciata al marito, in pantaloncini corti. Si sono appena sposati: avevano fissato la data delle nozze prima che Springsteen annunciasse quelle del suo tour europeo e stasera sono allo stadio con una ventina di invitati al seguito. Rinviare il matrimonio non era possibile. Perdere l'appuntamento con il Boss addirittura impensabile.

Tanto attaccamento è stato ripagato con un concerto travolgente da una band in forma strepitosa che ha aperto le danze con The Promised Land per chiuderle, tre ore più tardi, con Rosalita. Sposa bagnata, sposa fortunata: mezz'ora dopo l'inizio dello spettacolo un violentissimo acquazzone si è abbattuto su Milano e non è bastato che Springsteen stravolgesse la scaletta per intonare Waitin' On A Sunny Day per far cessare la pioggia. Poco male, perché nonostante l'imprevista doccia, i fan hanno combattuto il freddo ballando e cantando a perdifiato sulle note di Badlands e Born To Run, Thunder Road e Bobby Jean, per citare solo alcuni dei grandi classici ascoltati al Meazza.

Il Boss è in stato di grazia. La sua presenza scenica, se possibile, è addirittura migliorata con il tempo e la E-Street Band viaggia come un treno, pronta ad assecondare in qualsiasi momento le improvvisazioni del capo. Little Steven e Nils Lofgren (chitarre), Clarence Clemons (sax), Roy Bittan e Danny Federici (tastiere), Gary Tallent (basso), Max Weinberg (batteria), Patti Scialfa (cori, chitarra e, last but not least, moglie del boss) e l'ultima arrivata Soozie Tyrrel (violino) si trovano a occhi chiusi. E non potrebbe essere altrimenti, visto che molti di loro suonano insieme da quasi trent'anni. Viene spontaneo chiedersi come Springsteen abbia potuto rinunciare a loro per così tanto tempo. Chissà, certamente The Rising, l'album della reunion, è di gran lunga superiore a lavori come Human Touch e Lucky Town, incisi senza il contributo della E-Street Band, cui il Boss ha reso il giusto omaggio presentandone i membri a uno a uno durante una chilometrica versione di Mary's Place.

Come se non bastasse, a coronamento di una serata memorabile, Springsteen ha indirettamente smentito le voci circolate in molti newsgroup secondo cui il tour europeo chiusosi a Milano sarebbe stato l'ultimo della sua carriera. «Grazie Italia. Vi amo. Ci vediamo», ha detto sedendosi al piano per una toccante My City Of Ruins. Speriamo solo che per rivederlo a San Siro non debbano passare altri diciotto anni.

di Maurizio Zoja

(00:00 - 30 giu 2003)



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