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00:43 - venerdì 03 settembre 2010


JOE STRUMMER AND THE LATINO ROCKABILLY WAR

Da quando entrammo nella sala a quando Joe fece l'ultimo inchino e sparì, io, noi fummo solo musica, la musica di quell'uomo gentile e malinconico, sorridente e pieno di una formidabile energia elettrica. Ricordo le canzoni, la loro sequenza, gli sguardi estasiati di noi quattro, i cori stonati tutto intorno a me. Ricordo un trentaseienne che tutti davano per finito dopo lo scioglimento dai Clash, risorto davanti a noi in un tripudio di punk, irish folk, reggae, ska e musica latina, tutti i ritmi più belli del mondo, tutti i ritmi dei perdenti del mondo. Fu indimenticabile, ballammo e pogammo.

Vidi Gianluca trascinato via da un'onda anomala di braccia e gambe, e pochi secondi dopo lo trovai sulle spalle di un tipo gigantesco, a cantare a squarciagola e ridere come un matto. Vidi Marco tutto preso a cantare; mi accorsi che non imbroccava una parola, ma era felice e riprendeva ogni volta da dove il suo palato si era incastrato. Vidi Adamo che osservava rapito le mani del bassista sul suo strumento, capii anche da qualche metro di distanza che pensava che avrebbe potuto essere lui, che un giorno sarebbe stato lui a salire su quel palco con Joe. Per due ore il tempo si fermò e per una volta ancora, la più bella, io e i miei tre amici fummo un perfetto poker d'assi.


Questa è la scaletta del concerto.

JOE STRUMMER AND THE LATINO ROCKABILLY WAR

Oye Como Va

Love Kills

Nothin' bout Nothin

Sightsee M.C.!

W la 5 Brigada

Keys to your Heart

Armagideon Time

Somebody Got Murdered

The Unknown Immortal

This is England

Police and Thieves

V Thirteen

Ride Your Donkey

If I Should Fall from Grace with God

Brand New Cadillac

Love of the Common People

Trash City

Ubangi Stomp

Police on My Back

Junco Partner

I Fought the Law

Straight to Hell

London Calling

Quando l'ultima canzone, quella canzone, finì, mi ritrovai abbracciato a Zadie, la piccola indiana di Brixton. Fu tutto molto naturale, in un caos di gente d'ogni età, vecchi punk e giovani rude boys che si stringevano e davano gran pacche, che fischiavano e tentavano di richiamare fuori Joe, io e Zadie ci baciammo. Un bacio lungo, pieno di dolcezza, dato senza che prima fosse successo nulla di particolare, con la consapevolezza che nemmeno dopo ci sarebbe stato niente. Ci baciammo per baciarci, e fu bellissimo.

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