Whitesnake, Europe e Tigertailz a Piazzola sul Brenta
Per l'unica possibilità europea di vedere Europe e Whitesnake sullo stesso palco la location scelta non poteva essere più scenografica: Villa Contarini a Piazzola Sul Brenta è cornice maestosa e di grande suggestione, e contribuirà a rendere memorabile la serata.
Subito dopo i Tigertailz, qui sembrati in buona forma, anche fisica, e capaci di un'esibizione sicuramente migliore di quella del Gods of Metal di un paio di anni fa, l'attesa è grande per gli Europe e qualche piccolo ritardo tecnico non fa altro che aumentarla.
Gli svedesi attaccano con Love is Not the Enemy, che fa il pieno per grinta e groove rilasciato con la successiva Ready or Not, primo tuffo nei classici. Superstitious, suonata come stasera, ha un grande impatto e dà modo ad un John Norum perfetto di mostrare tutto il suo talento alla sei corde. Ecco poi The Getaway Plan e Sign of the Times, in un ottimo bilanciamento tra vecchio e nuovo e quasi per mostrare l'evoluzione stilistica della band. Cherokee, come era lecito aspettarsi, scatena l'entusiasmo del pubblico e non è da meno la versione "intima" di Carrie: voce, chitarra e tocchi di tastiera che però nel finale si avvale del gruppo al completo facendo cantare tutta la piazza con una sola ugola.
Continuano i salti temporali nel repertorio della band: Start from the Dark si alterna con Girl from Lebanon, ma non prima di averci regalato uno sfavillante assolo di Mr. Norum, che non perde occasione per darci una lezione di pulizia chitarristica. Arrivano poi Yesterday's News e, dalla preistoria, Scream of Anger, proto power metal che fa ancora la sua figura. I bis ovviamente sono appannaggio di Rock the Night e The Final Countdown, la canzone che abbiamo cantato un po' tutti prima o poi. Anche qui Norum in grande spolvero, ma è tutta la band che appare affiatata e motivata, compreso Joey Tempest che ci offre una discreta prestazione vocale. Un gran bel concerto.
Anche gli Whitesnake erano assenti dall'Italia da un paio d'anni e la formazione che si presenta stasera non è certo da meno di quelle che hanno preceduto: verso le ventidue e quindici si spengono le luci e la band di David Coverdale appare tra le urla. Parte subito Best Years, canzone che apre l'ultimo Good to be Bad, già diventata classico irrinunciabile. Il mega-hit Fool for your Lovin' se ne esce dalla storia del rock e manda subito in visibilio tutti senza possibilità di riprendersi. Da notare un suono molto potente ma volutamente sporco. Ancora dal nuovo album ecco Can You Hear the Wind Blow e Lay down your Love, intramezzate dal classico Love ain't no Stranger.
Coverdale è uomo di spettacolo e pur non essendo più in grado di graziare i pezzi con la voce dei tempi d'oro, riempie tutti gli spazi lasciati con tonnellate di mestiere e una buona dose di carisma, serbando gli acuti migliori per dove sono irrinunciabili e dove fanno più effetto.
È pura magia l'esecuzione di Is This Love?, capolavoro assoluto da insegnare nelle scuole, in grado di far commuovere la piazza e graziata dal grande assolo di Doug Aldrich. Proprio il biondo chitarrista in coppia con il suo collega d'ascia Reb Beach, ce ne fanno sentire delle belle nello slot a loro dedicato, battagliandosi a colpi di shred e tapping per poi fare pace a suon di twin guitars: due stili diversi per due chitarristi di prim'ordine = cinque minuti memorabili.
Ma la serata non è ancora finita, e se dall'ultimo disco viene estratta A Fool in Love, in rapida successione seguono anche Ain't Gonna Cry no More, dedicata al recentemente scomparso coautore del pezzo Mel Galley, e un trittico da paura: Ain't no Love in the Heart of the City, Give Me All your Love e Here I Go Again. Dopo tanto ben di Dio non servirebbe altro, ma il "Serpente Bianco" striscia nuovamente on stage per donarci Still of the Night, durante la quale Joey Tempest si unisce al coro finale, e il medley tra Burn e Stormbringer, pegno graditissimo al passato "Profondo Porpora" di Coverdale.
Quest'anno gli Whitesnake celebrano 30 anni di carriera, e lo fanno nel modo migliore: regalando ai propri fan momenti indimenticabili. Lunga vita alla band!
di Luca Paron
(11:36 - 26 lug 2008)
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