Battiato fa ballare il Conservatorio
Un Conservatorio colmo di spettatori, di ogni età e stile di vita, è quello che ha assistito venerdì 13 marzo alla tanto attesa performance del maestro Franco Battiatoa Milano. L'esibizione del famoso pianista Roberto Cacciapaglia, che ha eseguito quattro brani tra i quali Atlantico, dall'album Incontri con l'Anima, ha dato il via al concerto, che è stato molto apprezzato dalla platea milanese. Entrato in scena tra gli applausi, Battiato ha proposto in una prima parte della serata diverse cover, come E più ti amo, brano di Alain Barrière che Gino Paoli tradusse ed interpretò e che uscì nel 1965 nell'album Gino Paoli allo studio A.
Tra un aneddoto ed un altro sulla propria vita da giovane musicista giunto spaesato in una Milano dalle mille opportunità, il concerto è proseguito con un tributo a Maria Callas, Casta Diva e il Carmelo di Ercht, scritta in memoria della deportata Edith Stein. Non sono mancati pezzi anni ‘70 di musica elettronica che Battiato ha raccontato di aver suonato, senza ricevere molti consensi, all'inizio della sua carriera nei festival di musica rock inglesi. Prospettiva Nevskij, Mesopotamia, scritta per Lucio Dalla e Gianni Morandi, La stagione dell'amore, E ti vengo a cercare e, naturalmente, La cura sono solo alcune delle perle musicali che l'artista ha presentato, accompagnato da un pianoforte, un quartetto d'archi e un sintetizzatore.
Uscito di scena con un cenno della mano, sulle note di Il venait d'avoir 18 ans, tratto dall'ultimo album del cantante siciliano, Fleur 2, un coro di "Franco Franco!" l'ha fatto rientrare, per un ultimo regalo ai fan. Con tutto il Conservatorio in piedi ad applaudirlo, Battiato ha cantato L'era del cinghiale bianco e Voglio vederti danzare, sulla melodia del quale, incitato dalla platea ormai datasi a balli sfrenati, si è lasciato andare a qualche passo improvvisato di danza. Due ore di musica, che hanno ripercorso l'intera carriera di Battiato e hanno messo d'accordo proprio tutti, dai ventenni che si sono approcciati da poco ad uno dei veri artisti italiani, ai cinquantenni che lo seguono fin dagli esordi.
di Paola Toia
(11:02 - 18 mar 2009)
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