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00:48 - venerdì 03 settembre 2010


Il teatro degli Afterhours

Milano, Teatro Smeraldo 16/03/2010

Signore e signori, teatro degli Afterhours. Per questo pezzo di tour, in cui calcano palchi per loro "nuovi", Manuel Agnelli e i suoi hanno voluto allestire uno spettacolo più vario di un concerto tradizionale. Diverso, con arrangiamenti ristrutturati e l'intervento di ospiti, non solo musicali. Canzoni, insieme a letture da Pasolini, Manganelli, Flaiano. Uno show, di cui il gruppo milanese è ora protagonista diretto, ora regista, ora divertito complice e anfitrione.

La scaletta alterna arrangiamenti di canzoni in chiave inedita, letture musicate e teatro vero e proprio. Inizia Manuel insieme a un ritrovato Xabier Iriondo, con un testo narrativo portato già sul palco ai tempi della collaborazione con Emidio Clementi. Oltre all'ex chitarrista, gli altri ospiti puramente musicali sono i membri del Gnu Quartet, che contribuiscono agli arrangiamenti con cui molti brani cambiano d'abito per la serata di gala. Più orientata alla parte teatrale la partecipazione di Claudia Pandolfi, che però suona anche la batteria in Oceano di gomma. Uno spettacolo a due tempi: il primo è un ibrido in cui la musica è la dominante. La scaletta si sofferma curiosamente su Hai paura del buio?, escludendo singoli e brani più rock e "facili", puntando invece sui momenti più insoliti, da Musicista contabile, diventata un piccolo spettacolo di ombre, a una Pelle guidata dal pianoforte, a una Simbiosi che forse non era mai stata resa così bella e psichedelica, addirittura commovente e pinkfloydiana. In tema di curiosità, c'è anche spazio per How We Divide Our Souls, nientemeno che un brano in inglese dei tempi di During Christine's Sleep, tra una Tarantella all'inazione o una Ballata per la mia piccola iena.

All'inizio del secondo tempo va in scena Il paese è realecon un pezzo della performance pensata originariamente per Sanremo - non si fece mai perché il pezzo fu eliminato prima della serata con gli ospiti -, che dà il La allo spettacolo di Antonio Rezza. La musica finisce qui, è il momento dell'attore-autore e della sua comicità surreale, alla quale si prestano volentieri anche gli Afterhours, nel ruolo inedito di figuranti teatrali, insieme alla Pandolfi. Sorprese, insomma, non ne sono mancate e l'idea di base, molto stimolante, funziona anche se qualche correzione potrebbe migliorare tutto e renderlo più fluido. Sono previste variazioni del programma e degli ospiti per i prossimi concerti, quindi sarà interessante vedere come si evolverà l'intera tournée.

di Tommaso Iannini

(11:18 - 18 mar 2010)



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