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00:48 - venerdì 03 settembre 2010


Baustelle, i Mistici Live

Milano, Alcatraz, 19/04/2010

Sulla locandina di questo concerto compariva un ambizioso "I Baustelle e l'orchestra dei Mistici dell'Occidente"; segno di come, per il mini tour tre date in presentazione del nuovo album (le altre a Roma, Torino e Firenze), i toscani abbiano voluto conservare un certo stile. Quello del disco, appunto. Niente a che vedere con il paradossale rombo (quasi heavy metal) che apriva le prime date della tournée di Amen (non proprio il loro acme concertistico, ammettiamo) - il live di stasera avrebbe potuto essere ospitato in un teatro, dove forse avremmo apprezzato meglio il lavoro del Gnu Quartet e dei vari musicisti coinvolti accanto ai tre nomi storici della formazione senese (Francesco, Rachele, Claudio).

Gli arrangiamenti di Stefano Cabrera, la presenza del Coro dei Mistici dell'Occidente e della piccola orchestra - oltre al gruppo che li accompagna formato da Ettore Bianconi e Alessandro Maiorino con i nuovi Diego Palazzo e Paolo Inserra - ha fatto in modo che le atmosfere dell'album fossero riproposte dal vivo in versione quasi integrale ma soprattutto coerente e credibile. Senza quei logici tagli di arrangiamento che avrebbe voluto un concerto rock e che, ritornando a due anni fa, un po' stonavano, ed evitando anche quelle stecche e quei nadir (tipo i colpi di forbici dati alle code strumentali) che non avremmo voluto sentire e che ahimè ricordavamo.

Bene, ne ha goduto il nuovo repertorio, indiscusso protagonista della serata: a partire da L'indaco, Le rane e Gli spietati, I mistici dell'occidente è stato eseguito quasi per intero (mancava all'appello giusto L'estate enigmistica). Meno spazio per le altre canzoni: il grosso del set ha visto giusto Panico, La vita va e Il corvo Joe, scelte perché, evidentemente, meglio si amalgamavano con l'atmosfera del quinto LP. Nei bis non sono comunque mancate La guerra è finita, Charlie fa surf e Gomma, cui è stato risparmiato il medley, questa volta toccato a Noi bambine non abbiamo scelta, Cinecittà e Beethoven o Chopin?.

Per la qualità sonora generale e l'esecuzione è stato, penso, il miglior concerto dei Baustelle a cui abbia assistito; ha sottolineato i pregi di molte canzoni e aggiustato il tiro su alcuni loro difetti endemici nella resa dal vivo (che non è mai stata il loro forte, ma dove sono migliorati negli ultimi tempi). Unica pecca: la voce di Rachele, un po' sacrificata dalla nuova impostazione. Vedremo nel tour estivo, in cui immaginiamo che qualcosa cambierà.

di Tommaso Iannini

(11:28 - 20 apr 2010)



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