Droga, i cantanti contro Fini
Milano, 1 ottobre 2003 - Vasco Rossi (foto), Ligabue, Paolo Conte, Jovanotti, Francesco Guccini, Antonello Venditti, Enzo Jannacci, Fiorella Mannoia, Articolo 31, Irene Grandi, Stadio, Gemelli Diversi, Francesco Renga, Laura Pausini, Lucio Dalla, Negrita, Niccolò Fabi, Piero Pelù, Francesco Baccini, Samuele Bersani, Frankie Hi-Nrg Mc, La Crus, Simona Bencini, Avion Travel, Pacifico, Omar Pedrini, Daniele Silvestri e Zucchero. Sono i ventotto cantanti italiani che hanno firmato un documento sul tema della liberalizzazione delle droghe. Il documento, promosso dallo stesso Vasco Rossi, vuole rispondere al vicepremier Gianfranco Fini che aveva invitato i musicisti a riflettere prima di dare messaggi sugli stupefacenti. «Dichiarare "attenzione ai cantanti, che dicono che la droga è un diritto," ha il sapore di censura, suona un po' intimidatorio ed evoca un sottile tentativo di voler limitare la libertà di opinione e di parola, in antitesi con i principi della libertà di espressione sanciti dalla Costituzione. Nessun artista - scrivono i cantanti - fa propaganda o incita dal palco il suo pubblico a fare uso di sostanze stupefacenti. Siamo tutti per la vita. Noi anche per la salute e per la dignità umana. Depenalizzare non significa affermare che ci sono droghe buone e droghe cattive: siamo tutti contro la droga, ma non possiamo far finta che non ci sia differenza fra droga leggera (come la cannabis, la marijuana o il campari) e quelle pesanti (eroina, ecstasy, cocaina)».
(00:00 - 01 ott 2003)









